28 ottobre 2026 – 10:40 – Tra boschi alpini colpiti dal bostrico, aree del Carso segnate dagli incendi e paesaggi costieri in cui terra e acqua si incontrano, il cambiamento climatico lascia tracce che trasformano non soltanto l’ambiente, ma anche il rapporto delle comunità con i luoghi in cui vivono. È da queste trasformazioni che prende forma “Atlante mobile del paesaggio che cambia”, la mostra promossa dall’associazione culturale goriziana QuiAltrove APS e curata dalla fotografa e ricercatrice visuale Alice Zorzin. L’esposizione sarà inaugurata venerdì 30 ottobre alle 18 nello spazio The Circle, in via Rastello 91 a Gorizia, e propone un percorso tra immagini, testimonianze e documenti per raccontare le fragilità del territorio regionale e le conseguenze dei mutamenti climatici.
Il progetto nasce nell’ambito di RE-ACTIVE, iniziativa cofinanziata dall’Unione europea attraverso il Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia. Alla base della mostra c’è un articolato lavoro di ricerca e ascolto, sviluppato attraverso incontri, interviste e raccolta di fonti documentali. Materiali diversi confluiscono in un percorso espositivo che mette in relazione fotografie, racconti e archivi per ricostruire le trasformazioni del paesaggio attraverso la memoria storica e le esperienze di chi lo abita. L’indagine si concentra su tre contesti del territorio regionale, differenti per caratteristiche ambientali ma accomunati da una particolare vulnerabilità. Il cambiamento climatico rappresenta il filo conduttore che unisce gli ambienti alpini, il Carso e il paesaggio costiero e lagunare del Monfalconese, offrendo una prospettiva sulle diverse modalità con cui le trasformazioni ambientali si manifestano e vengono affrontate dalle comunità locali.
Una parte della ricerca di Alice Zorzin riguarda la crisi dei boschi colpiti dal bostrico, insetto parassita responsabile di gravi danni alle foreste di abete rosso nell’arco alpino. Attraverso il proprio lavoro, la fotografa documenta gli sforzi di ricercatori, forestali e boscaioli impegnati a contenere il fenomeno, soffermandosi anche sulle conseguenze emotive e culturali della perdita degli alberi e dei paesaggi familiari. Sul Carso, l’attenzione si sposta sulle aree segnate dagli incendi e sulle trasformazioni che il fuoco imprime al territorio. La ricerca affronta le ferite lasciate dagli eventi e il tempo necessario affinché il paesaggio possa recuperare forme e continuità. Un processo che riguarda l’ambiente, ma che coinvolge anche la percezione dei luoghi e il legame costruito nel tempo dalle persone che li frequentano e li abitano.
Nel territorio costiero e lagunare del Monfalconese, invece, l’indagine si concentra sul confine mutevole tra terra e acqua. In quest’area, la convivenza tra gli elementi naturali e la presenza umana mette in evidenza la delicatezza degli equilibri ambientali e la necessità di comprenderne le dinamiche. Le tre prospettive compongono così un quadro che attraversa ambienti diversi, evidenziando come i cambiamenti del clima incidano sul territorio e sul rapporto delle comunità con il proprio patrimonio naturale e culturale. Il lavoro di ricerca dà spazio anche agli effetti meno immediati delle trasformazioni ambientali. La scomparsa di un bosco o il passaggio del fuoco possono modificare abitudini, riferimenti e modalità attraverso cui le persone riconoscono come propri determinati luoghi. Le testimonianze raccolte contribuiscono quindi a restituire una dimensione umana ai cambiamenti del paesaggio, affiancando alla documentazione visiva la memoria e l’esperienza di chi vive quotidianamente questi territori.
Fotografa documentarista, docente e ricercatrice visuale, Alice Zorzin è originaria di Staranzano e vive tra Monfalcone e le Alpi. Dopo la laurea in storia dell’arte, ha scelto la fotografia come strumento per indagare il rapporto tra persone e ambiente, intrecciando nei propri progetti la memoria, l’identità culturale e il cambiamento climatico attraverso un approccio vicino alla ricerca etnografica.
“Atlante mobile del paesaggio che cambia” sarà visitabile nello spazio espositivo The Circle, in via Rastello 91 a Gorizia, fino al 29 novembre 2026. La mostra sarà aperta al pubblico il giovedì, il venerdì e il sabato, dalle 16 alle 18.


