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martedì, 6 Dicembre 2022

Due risse in due giorni nel centro di Monfalcone: s.o.s. riqualificazione?

05.05.21-22.30– In due giorni, due risse nel centro di Monfalcone. Più precisamente, nella serata di martedì 4 maggio, in via Sant’Ambrogio una quindicina di bengalesi sono rimasti coinvolti in una rissa, nella quale sono rimaste ferite due persone in modo non grave, portate in ospedale per accertamenti. Sul posto due volanti della questura, un’autoambulanza ed un auto medicalizzata. Sembra confermato siano volate sedie e anche una catena.

Situazione similare nella serata di ieri, 5 maggio: un nuovo scontro tra una decina di bengalesi, questa volta sulla scalinata parallela alla piazza, in cui è stato individuato -come riporta Teleantenna- un ferito lieve ed un ambulanza sul posto con tre pattuglie. Alcuni cittadini parlano di due ‘fazioni’ in scontro aperto.

Non è però la prima volta che nella zona del centro città capitano episodi simili: poco tempo fa era avvenuta una rissa di fronte a due bar della piazza, luogo anche in passato di molteplici ‘zuffe’ non solo tra bengalesi ma anche tra rumeni o/e italiani stessi.

Il problema, quindi, non riguarda tanto il tipo di nazionalità quanto il ‘tipo’ di ritrovi che ‘attrae’ il centro: come mai, anche a bar chiusi, avvengono risse? Perchè lo svago massimo che sembra offrire il centro sia quello di bere una birra o mangiare un kebab? Intervistate, un paio di ragazze che passavano di fronte al bar in cui è avvenuta la prima rissa, hanno confermato di non sentirsi a loro agio a passare in centro perchè a volte ‘appena indossano una gonna si sentono gli occhi addosso’. Ma è possibile che nel 2021 una ragazza da sola si debba sentire poco tranquilla a camminare in una via in cui si ritrovano in maggioranza gruppi di uomini? I “più tranquilli” storcono il naso, ricordando la Monfalcone “dei tempi d’oro” e sperano che la città possa tornare ad avere un centro storico più sicuro e adibito anche ai giovani -o meno giovani- che desiderino passare delle serate (Covid permettendo) decorose e gradevoli.

‘Sicuro’ però, non è da confondere con ‘controllato’ a vista 24h su 24h da pattuglie varie: la sicurezza difatti deriva anche da un senso di comunità e fiducia che si forma tra cittadini e quindi con il prevalere del buon senso rispetto al controllo forzato come è giusto sia in un paese democratico. Esempi di possibili rinforzi positivi possono essere la stessa riqualificazione del centro, passo non necessariamente indipendente dalla questione: spesso si è potuto notare che anche dai piccoli cambiamenti se ne possono sviluppare altri. Non ultimo, con un investimento maggiore nell’ambito della cultura e negli eventi musicali estivi -che si è potuto già intravedere prima dell’arrivo del Covid- si potrebbero finalmente cambiare le cose, in meglio.

Per il momento, si attende un comunicato stampa del sindaco Anna Cisint riguardante gli avvenimenti.

m.p.

 

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