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mercoledì, 28 Settembre 2022

La magia nel folklore goriziano, tra demoniaco e processi dell’Inquisizione

13.08.2022 – 07.01 – Leggende e folklore si intrecciano in curiose narrazioni che coinvolgono il goriziano, tra cui spiccano quelle legate alla pratica della magia. Accomunate da elementi ricorrenti nelle descrizioni delle attività degli “eretici” influenzati dal Maligno, queste brevi storie riportano l’attenzione ai processi dell’Inquisizione che contrastava gli attacchi all’ortodossia cattolica.
Il 29 dicembre del 1551 moriva in provincia di Gorizia Giovanni Maria Rebrino, mago, eretico e seduttore. Abitava in una casupola poco distante dalla città e qui praticava la magia somministrando filtri d’amore o scagliando malefici su richiesta degli abitanti della zona. Alla sua morte fu posto in una bara, trasportata da due cavalli e accompagnata da quattro becchini. Ad un certo punto ecco che una bufera con neve, pioggia fulmini e vento gettò la bara a terra, scoperchiandola. Era certamente opera del demonio: quando i becchini si chinarono a raccogliere la bara, infatti, il cadavere del mago era scomparso.

Nel 1551 erano passati quasi dieci anni dalla fondazione della Sacra Congregazione della romana e universale inquisizione, istituita nel 1542 a sostituzione dell’organismo noto in età medievale semplicemente come Inquisizione. Nell’immaginario comune l’Inquisizione viene associata soprattutto al Medioevo, ma è in epoca moderna che le attività di questa istituzione si sono fatte più agguerrite. Non stupisce quindi che la narrazione della scomparsa del cadavere del mago risalga proprio a quel periodo.
Un’altra vicenda legata alla magia nel goriziano riporta la caratteristica “danza delle streghe“. Un mago fu processato a Gorizia perché le ragazze del posto accorrevano da lui per praticare riti con cui ottenere di sposare gli uomini amati. Il mago le conduceva in una stanza buia, dove le faceva spogliare e le dirigeva in una danza che avveniva in cerchio, mentre lui scriveva le formule magiche. Sembra l’immagine più rappresentativa e diffusa legata alle pratiche del sabba, il convegno che riuniva le streghe e i maghi col diavolo.
Come spesso accade nelle narrazioni di folklore locale, le fonti al riguardo sono suggestive, ma dal valore storico minimo, se non proprio inesistente.

[g.p.]

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