Spiraglio festeggia i trent’anni con un concerto al Teatro Verdi

28 ottobre 2026 – 08:40 – Trent’anni accanto alle persone che affrontano la malattia, accompagnandole verso le cure e offrendo sostegno concreto a pazienti e famiglie. L’associazione di volontariato Spiraglio celebra il traguardo dei suoi primi trent’anni con una serata di musica e riconoscenza, in programma sabato 7 novembre al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia. Protagonista del concerto sarà il gruppo vocale Freevoices, diretto da Manuela Marussi, con la partecipazione dell’attrice Paola Aiello. Un’occasione per festeggiare l’attività dell’associazione, ma anche per far conoscere il lavoro quotidiano dei volontari che da tre decenni rappresentano un punto di riferimento per i malati oncologici dell’Isontino.

L’appuntamento è fissato per le 20.30 al Teatro Verdi, dove andrà in scena lo spettacolo “Mio fratello che guardi il mondo”. La serata, presentata nel foyer del teatro, si svolge con il patrocinio e il sostegno del Comune di Gorizia. Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti, il presidente di Spiraglio Paolo Seffin, il vicepresidente Maurizio Tantillo e il consigliere Carlo Visintin. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione obbligatoria direttamente all’associazione. Per riservare un posto è possibile chiamare il numero 393.4660044, dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 19.

Dietro l’anniversario c’è una storia iniziata nel 1996, quando l’associazione nacque su iniziativa del dottor Fabrizio Bertini, che aveva rilevato una carenza nel settore dell’assistenza ai pazienti oncologici. Da allora Spiraglio ha costruito la propria attività attorno a un servizio essenziale: accompagnare le persone dalla propria abitazione ai centri sanitari in cui devono sottoporsi alle terapie, garantendo anche il viaggio di ritorno.

“Trent’anni di Spiraglio raccontano un territorio che non lascia sole le persone nel momento più difficile – dichiara l’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti –. Dietro ogni viaggio verso Trieste, Udine o Aviano c’è un volontario che dona il proprio tempo senza chiedere nulla in cambio. Il Comune ha scelto di sostenere questa serata e di aprirle le porte del Verdi perché il teatro della città è il luogo giusto per dire grazie, tutti insieme. Mi auguro che il 7 novembre la sala sia piena: è il modo più semplice per far sentire a questi volontari che la comunità è con loro”.

Un impegno che, come sottolinea il presidente Paolo Seffin, si rinnova anno dopo anno grazie alla disponibilità dei volontari e al sostegno delle famiglie. “Spiraglio è nata nel 1996 per iniziativa del dott. Fabrizio Bertini che aveva rilevato una certa carenza nel comparto- ricorda per Spiraglio Paolo Seffin – Da allora è un progetto che si rinnova ogni anno, senza scadenza, e che esiste solo grazie ai nostri volontari e alla fiducia delle famiglie. Il 7 novembre vogliamo ringraziarli e farci conoscere anche da chi non sa ancora che, in caso di bisogno, c’è qualcuno pronto ad accompagnarlo. Per andare avanti abbiamo bisogno della comunità: tenere su strada dieci mezzi, ogni giorno, ha un costo importante”.

Spiraglio OdV opera senza dipendenti e si affida al contributo di circa settanta volontari, tra cui una cinquantina di autisti e una ventina di persone impegnate nei reparti ospedalieri e in segreteria. Il servizio viene garantito attraverso dieci automezzi, nove di proprietà dell’associazione e uno concesso in comodato gratuito, con il sostegno di circa sessanta realtà imprenditoriali locali.

Dalle sedi di Gorizia e Monfalcone, l’associazione copre l’intero territorio dell’ex provincia di Gorizia e parte della Bassa Friulana, fino a Cervignano. I trasporti collegano le abitazioni dei pazienti agli ospedali del territorio e ai principali centri di cura regionali, tra cui l’Ospedale Maggiore di Trieste, l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine e il Centro di riferimento oncologico di Aviano. L’attività si svolge cinque giorni alla settimana, seguendo gli orari delle terapie. Quando le esigenze dei pazienti lo consentono, i viaggi vengono condivisi; in molti casi, tuttavia, è necessario organizzare trasporti individuali. Ogni uscita può impegnare un volontario per un periodo compreso tra tre e otto ore, a seconda della destinazione e delle necessità legate alle cure.

I numeri restituiscono la dimensione del servizio: ogni anno i mezzi percorrono mediamente tra 150 mila e 190 mila chilometri, assistendo da 250 a 300 persone e garantendo complessivamente tra 2.500 e 3.000 prestazioni. Una parte consistente degli accompagnamenti riguarda le sedute di radioterapia, che possono richiedere cicli da cinque a oltre trenta giorni consecutivi. Per i pazienti, poter contare su un trasporto organizzato rappresenta un aiuto concreto per affrontare con maggiore continuità il percorso terapeutico. Il servizio non prevede tariffe. Le risorse necessarie arrivano soprattutto dalle donazioni dei pazienti, che costituiscono circa il 55% delle entrate, insieme ai contributi della Fondazione Carigo e della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso appositi bandi. A questi si aggiungono il sostegno di alcuni Comuni e di altre realtà locali, le donazioni in memoria, gli eventi di raccolta fondi e il contributo del 5 per mille. La gestione dei dieci mezzi, tra manutenzione e costi di esercizio, rappresenta una voce di spesa sempre più impegnativa per l’associazione.

Accanto al servizio di trasporto, Spiraglio porta avanti altre iniziative rivolte ai pazienti e alle loro famiglie. In collaborazione con la Fondazione Carigo e la Fondazione Cattolica, l’associazione incarica ogni anno un professionista accreditato per le attività di supporto oncopsicologico. Il servizio comprende la formazione e l’accompagnamento dei volontari, colloqui individuali e di gruppo per pazienti e familiari e gruppi dedicati all’elaborazione del lutto.

Un’altra presenza significativa è quella dei volontari nel reparto oncologico di Monfalcone. Durante le giornate di day hospital per la chemioterapia, offrono compagnia, ascolto e una parola di conforto ai pazienti, accompagnando l’assistenza sanitaria con piccoli gesti di vicinanza.

Il trentennale diventa così anche un’occasione per richiamare l’attenzione su una realtà che opera quotidianamente sul territorio e che dipende dalla partecipazione della comunità. Il concerto del 7 novembre intende rendere omaggio a chi mette a disposizione tempo ed energie per accompagnare le persone durante una fase delicata della loro vita, ricordando al tempo stesso l’importanza di sostenere un servizio che, da trent’anni, collega le case ai luoghi di cura.

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