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giovedì, 18 Agosto 2022

Caporalato, Monfalcone: proseguono gli accertamenti

20.02.21-15.00- Come precedentemente comunicato, all’alba del 15 febbraio i Carabinieri della Compagnia di Monfalcone unitamente a personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Gorizia, hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estorsione e somministrazione fraudolenta di manodopera. Nell’ambito delle contestuali perquisizioni delegate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Gorizia dr.ssa Ilaria Iozzi, all’interno degli uffici della società “Pad Carpenterie s.r.l.” siti a Falconara Marittima (AN) e Monfalcone (GO) sono stati sequestrati documenti comprovanti i reati ipotizzati.

In particolare gli operanti hanno rinvenuto gli elenchi del personale assunto dalla citata ditta ove era stata riportata la contabilità parallela indicante i pagamenti spettanti, quelli decurtati, con evidenziate le differenze da recuperare per ciascun dipendente.
L’attività di acquisizione della documentazione non è stata certamente facilitata dagli
addetti ai lavori, tanto che un caposquadra, accortosi dell’arrivo della pattuglia dell’Arma e
del personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro è entrato nell’ufficio della ditta di
Monfalcone ed ha prelevato parte del materiale “scottante”, tra cui un computer portatile.
L’operazione però non è sfuggita ai militari, i quali attraverso la successiva visione delle
telecamere di sorveglianza interne al cantiere, sono risaliti alla persona che aveva tentato
di ostacolare le attività degli inquirenti, riuscendo ad individuare il luogo ove era stato
celato il materiale prelevato.
A casa di uno dei due indagati di nazionalità bengalese inoltre sono state sequestrate
decine di fotocopie di documenti e di buste paga di connazionali assunti dalla PAD
Carpenterie. Secondo gli inquirenti era lui che reclutava nel paese di origine gli operai da far arrivare in Italia che, grazie al regolare contratto di lavoro, riuscivano anche a regolarizzare la loro posizione nel Territorio Nazionale. Non è ancora chiaro al momento,
se la somma di 1000 euro pretesa dall’uomo fosse trattenuta per sé o consegnata ai due
capocantiere arrestati. Anche i parenti dell’indagato bengalese non erano esentati dal
versare le somme di denaro ai due capicantiere.

La prima analisi della documentazione acquisita oltre a portare all’iscrizione nel registro
degli indagati delle quattro segretarie della società che avevano materialmente predisposto gli elenchi e le buste paga, ha permesso di acclarare che il numero delle vittime è certamente superiore ai 16 operai già individuati nel corso dell’indagine.
La trasgressione della Legge 96/2018, che impone l’impiego massimo del 30% dei
lavoratori assunti tramite agenzie per il lavoro interinale comporterà sanzioni pecuniarie
nei confronti della società somministrata, nonché alle società di lavoro interinale
somministranti. Saranno i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Gorizia a
quantificare e contestare le sanzioni previste.

m.p.

[Foto di repertorio]

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