Bilancio 2020 di A2A. Idrogeno? “Tempi lunghi, dai dieci ai trent’anni”

Riciclo della materia, generare da fonti rinnovabili ed aumentare la presenza femminile sono alcuni impegni presi dall'azienda

23.06.21-1.00-Nel pomeriggio di ieri è avvenuto un incontro virtuale riguardante la presentazione del Bilancio Territoriale A2A del Friuli Venezia Giulia per l’anno 2020. Con l’occasione si è potuta approfondire -tramite domande degli ascoltatori- l’attuale questione molto dibattuta della centrale di Monfalcone. A presenziare il tutto la Responsabile Sustainability Development di A2A, Anna Villari. A presentare il bilancio e a rispondere alle domande, invece, Lorenzo Giussani, Direttore Business Unit Generazione & Trading.

Si è iniziato col presentare i risultati del 2020: oltre 591 GWH di energia idroelettrica prodotte, delle quali 114 GWh di energia termoelettrica. Per quanto riguarda la vendita di energia: 2.335 clienti nell’elettricità, 1.039 nel gas. In totale, per quanto riguarda la mobilità elettrica si contano 8 punti di ricarica e 6 comuni “smart cities” serviti con applicazioni IoT (ovvero tramite ‘Internet delle cose’). 130, invece, le persone occupate in A2A nel Friuli Venezia Giulia. Inoltre: 263.000 tonnellate di CO2 evitata grazie ad impianti idroelettrici, 63 GWH di energia verde venduta e 11.000 Km percorsi ad emissioni zero grazie alla mobilità elettrica. 4,3 milioni di euro di investimenti per impianti ed infrastrutture.
Per quanto riguarda le prospettive di sostenibilità, l’edizione 2020 si snoda sul filo di tre parole chiave: Pianeta, Persone e Comunità: “Il nostro lavoro è incentrato a migliorare la qualità, quindi il tema della vita è essenziale” chiarisce Giussani. “Oltre a ciò, un altro interesse primario è la sicurezza dei nostri lavoratori, e con essa ci impegniamo ad aumentare la presenza femminile nelle posizioni al vertice ed effettuare 6.000 assunzioni dirette“.

Gli investimenti futuri sono basati sull’economia circolare (attivando, ad esempio, progetti industriali per il riciclo della materia) e la transizione energetica (aumentando la capacità di generare da fonti rinnovabili). Su entrambi i punti, si parla di un piano decennale da oltre 16 miliardi di euro. In risposta alle tempistiche reali sul secondo obiettivo esternato, riguardante appunto la transizione energetica e su possibili progetti riguardanti l‘idrogeno verde, Giussani sottolinea: “La transizione è già iniziata; guardando al sistema elettrico italiano sono stati fatti tantissimi passi in avanti rispetto a 15 anni fa. La decarbonizzazione necessita di accompagnamento e c’è bisogno di funzionalità per i consumi che possono essere elettrificati. Rimarrà comunque una porzione importante di consumi non elettrificabili, per i quali sarà importante l’idrogeno. I periodi ipotizzabili sono lunghi, da dieci a trent’anni, a causa dell’avvio di sperimentazioni che potranno portare a miglioramenti partendo da vari tentativi. Ad oggi non c’è sufficiente quantità disponibile di idrogeno naturale ma abbiamo un orizzonte pluriennale per la presa di coscienza della situazione e per future prospettive”.

Sulla possibilità di considerare una centrale diffusa rinnovabile mista per Monfalcone, invece, il direttore risponde: “Monfalcone ha uno spazio funzionale per la transizione energetica. L’intenzione primaria è di avere -con un investimento complessivo di 400 milioni di euro per la riconversione- una centrale a ciclo combinato a gas ad altissima efficienza, Classe H, aumentando standard di sicurezza e stabilità sulla rete elettrica nazionale e sulla quale però effettuare progressi futuri anche con l’idrogeno. Vogliamo fare attenzione alle opportunità di miglioramento che si presentano”. Infine un accenno sulla proposta di Legambiente riguardante il potenziamento della Centrale di Torviscosa “non è di nostra competenza e neanche nel nostro perimetro” e sugli aggiornamenti riguardanti l’ultimo incontro con l’amministrazione Cisint: “Le nostre posizioni non sono immediatamente coincidenti ma il percorso di interazione continua tra Regione, amministrazione monfalconese e A2A è un’occasione fruttuosa per intercettare le diverse istanze dei vari soggetti e per trovare una soluzione che possa portare ad un passo in avanti. Siamo aperti nel proporre ed ascoltare idee”.

Michela Porta